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Organi istituzionali

Le Reti Professionali
La struttura di SER.A.F. si basa su una struttura di Reti professionali, quanti sono i servizi che i comuni aderenti ritengono di sviluppare "in rete", cioè come "comunità di pratiche" (dall'antropologa Etienne).

La logica delle Reti di servizio si basa sul presupposto che, per fare economia di scala e omogeneizzare le modalità e gli strumenti per l'erogazione dello stesso servizio in più comuni, invece che sposare la formula dell'accentramento, si persegue la soluzione "a fiore" sperimentata in Enichem nel 1990 e riportata nel testo"Progetti di Cambiamento" di Renato Di Gregorio nel 1996 (ed. Guerini).

Secondo questa logica organizzativa, tutte le persone responsabili di un servizio resta nel proprio Ente di appartenenza, ma al tempo stesso fa parte di una comunità professionale, che viene coordinata da un coordinatore, scelto al proprio interno, e alimentata dalla consulenza, laddove necessario.

Questa "comunità" si divide il lavoro d'innovazione e rende comune il know how complessivo della famiglia professionale, usa gli stessi strumenti di lavoro, gli stessi regolamenti organizzativi e di organizzazione del lavoro, fa formazione assieme, in modo ricorrente, sviluppa iniziative d'insieme, processi e sistemi di comunicazione interna come le associazioni professionali esterne.